lunedì 5 dicembre 2016

il tuo nome è una ciliegia

il tuo nome è una ciliegia
che rigiro tra le labbra,
assaporo lentamente
il suo succo generoso

e del seme che farò?
crederò per una volta
che diventerà un germoglio
ed attenderò che innalzi
la tua verde primavera?

ac

venerdì 28 ottobre 2016

In fuga... 27 piccoli undici e 27 illustrazioni

Eccoci!!! I piccoli (p)artigiani delle edizioni arcobaleno, ormai dei ragazzi di quinta, tornano con una pubblicazione collettiva che è un pezzo unico, ma visto che siete voi :) l'ho trasformato in un libro digitale.

Speriamo che il risultato vi piaccia!

lunedì 29 agosto 2016

Meravigliosa Matera

Sono stata a Matera per la quarta volta, in occasione del V seminario per formatori del Metodo Caviardage Tina Festa e ci tornerei domani, perché come dice Sergio, a Matera si va, si torna e si resta.
Questa volta ho fatto l'esploratrice soltanto l'ultima mattina, ma mettendo insieme un po' di immagini è venuto fuori questo racconto fotografico della città che mi è apparsa come una meravigliosa meridiana.
Enjoy!

domenica 21 agosto 2016

la bellezza dolorosa e colorata di Borgo Vecchio




Non ricordo chi, forse il cardinale Ravasi, ripete spesso che la bellezza è dolorosa. Dolorosa nel senso che fa male vedere il contrasto tra la pura bellezza e lo sfregio che le viene fatto. Sotto questo punto di vista, penso che la mia città non si possa battere. Allo sfregio delle bombe degli Alleati dell'ultima guerra, che è ancora una ferita ben aperta in alcuni luoghi di Palermo, si sono aggiunti nel tempo le tagliate di faccia di chi è venuto dopo, di chi aveva il potere di sanare e non l'ha fatto, di chi ha preferito lasciare tutto così, di chi ancora adesso giudica non importante (e forse conveniente) lasciare che le cose vadano in malora.

Eppure.
Eppure esistono luoghi nella mia città dove non si capita per caso, e se si sbaglia strada solitamente si ha fretta di andarsene. Luoghi che conosce bene solo chi vi è nato, per caso e per destino (per provvidenza, forse?).
Uno di questi luoghi è quello dove è nata mia nonna e che non avevo mai visitato prima di ieri.
La casa di mia nonna non c'è più da tanti anni, abbattuta per far spazio a piazza Don Sturzo, così come non c'è più la chiesa in cui i miei nonni si sposarono, la vecchia chiesa di Santa Lucia, centrata in pieno durante i bombardamenti del maggio '43.
Sono entrata al Borgo per la prima volta ieri, in compagnia di Valentina, avendo in mano un indirizzo, quello della casa natale di Giuseppe Pitré, che ero curiosa di vedere di persona dopo averne letto per caso.
Le case più antiche sono quelle tipiche dei sobborghi creati nell'ottocento, semplici ma belle persino nei dettagli. E quella di Pitré non è da meno: la sua storia è quella esemplare di un figlio di pescatore emigrato in America, rimasto solo con la madre vedova e venuto su grazie all'aiuto di un lungimirante sacerdote che lo spinge a continuare gli studi. Il Borgo di Santa Lucia infatti era una borgata di pescatori, a due passi dal salotto buono della città, con quelli che sarebbero stati il quartiere Politeama e la via Libertà. Ma la guerra e l'incuria hanno fatto - come diciamo noi - mala minnitta e appena ci addentriamo in via Collegio di Maria troviamo le baracche e le rovine.
Gli adulti e i ragazzi ci guardano con diffidenza, mentre noi guardiamo ammirate e "doloranti" le opere d'arte lasciate da un progetto di streetart realizzato da un gruppo di associazioni (PUSH, PerEsempio) in collaborazione con l'artista Ema Jons.
Vicino al campetto, risistemato da poco, un ragazzino si avvicina per mostrarci gli altri disegni: ad alcuni ha collaborato anche lui. Un altro, arrivato poco dopo, ci chiede se siamo di Palermo e ci specifica che lui è della Noce, non è del Borgo. Sono belli, i disegni, pieni di colori. Alcuni sono strani, sì. Ma ai bambini posso dire sinceramente che questo posto è bello, che mi piace. Mi piace, anche se vedo le ferite, intuisco il dolore.
Passiamo davanti all'Asilo Nido Alessandra Turrisi, chiuso dal 2010, riaperto per due giorni tempo fa e ora nuovamente chiuso. Perché in questa città lo Stato si può permettere di assentarsi nei suoi aspetti fondamentali (!) e lasciare che prevalgano le alternative, che qui hanno il nome di Mafia.
Eppure.
Eppure questo può essere un quartiere bellissimo. Eppure qui c'è tanta storia. Eppure qui è nata una delle cantanti più brave ed eteree della musica italiana, Giuni Russo, alla quale si potrebbe (perché no?) intitolare una strada, oltre che il già citato Giuseppe Pitré (del quale stiamo silenziosamente celebrando i cento anni dalla morte). Eppure qui ci sono tante storie che aspettano solo di essere raccontate, verrebbero gli altri palermitani e persino i turisti, e non per la presunta movida notturna, ma per conoscere un luogo che è Palermo, a tutti gli effetti, e che soltanto sottraendolo alla smemoratezza si può salvare.
Qualche settimana fa ho letto un libro che mi ha lasciato molto inquieta, Il Progetto Kalhesa di Ismé Gimdalcha alias Giancarlo De Carlo: dopo la lettura di questa testimonianza sul Sacco e sul post-Sacco di Palermo, non riesco più a guardare la mia città come prima. E il serpente che morde il petto del Genio di Palermo è un logo perfetto per questa città irredimibile.
Eppure.
Eppure per fortuna, esistono persone e progetti che coinvolgono innanzitutto i bambini, che li rendono partecipi del proprio tempo e del proprio territorio. In questi giorni sto scoprendo un mondo (a volte le cose ci passano sotto il naso e non abbiamo il tempo di approfondirle) fatto di cose belle e di volontà di spezzare le catene.
Ringrazio Antonio Curcio, esperto di street art a Palermo, il blog Il decimo figlio di Gemma Randazzo per avermi aiutato a cominciare a capire e metto qui un altro filmato del progetto Borgo Vecchio Factory con una parte del lavoro svolto in questi anni.




giovedì 31 marzo 2016

in vita di un (p)artigiano

Una foto pubblicata da Adele Cammarata (@adelepa) in data:


LA BELLEZZA ESISTE

Nel becco giallo-arancio di un merlo
in un fiore qualunque
nell'orizzonte perduto e lontano del mare
la bellezza esiste.
E' un mistero svelato
un segreto evidente
la vita.
La bellezza esiste
e non ha paura di niente
neanche di noi
la gente.

Gianmaria Testa

venerdì 18 marzo 2016

Per fare il ritratto di un uccello

A Elsa Enriquez

Anzitutto dipingere una gabbia 
con la porticina aperta 
dipingere quindi 
qualcosa di grazioso 
qualcosa di semplice 
qualcosa di bello 
qualcosa di utile per l'uccello
appoggiare poi il quadro ad un albero
in un giardino 
in un bosco 
o in una foresta 
nascondersi dietro l'albero 
silenziosi
immobili..
A volte l'uccello arriva presto 
ma può anche impiegare degli anni 
prima di decidersi
Non scoraggiarsi 
attendere
attendere se è il caso per anni 
la rapidità o la lentezza dell'arrivo 
non ha nessun rapporto 
con la riuscita del quadro 
Quando l'uccello arriva 
se arriva
osservare il più profondo silenzio 
aspettare che l'uccello entri nella gabbia 
e quando è entrato
chiudere dolcemente la porta col pennello 
poi cancellare una dopo l'altra tutte le sbarre 
avendo cura di non toccare nessuna piuma dell'uccello 
Fare quindi il ritratto dell'albero
scegliendo il ramo più bello 
per l'uccello
dipingere anche il verde fogliame e la frescura del vento 
il pulviscolo del sole
e il fruscio delle bestie dell'erba nella calura estiva 
e poi aspettare che l'uccello si decida a cantare 
Se l'uccello non canta
è cattivo segno 
segno che il quadro è sbagliato 
ma se canta è buon segno 
segno che voi potete firmare 
Allora strappate con tanta dolcezza 
una piuma all'uccello
e il vostro nome scrivete in un angolo del quadro

Jacques Prévert

domenica 3 gennaio 2016

Il mare che c'è nell'ecomuseo che non è un museo



La mia città è fantastica. Ok, voi direte che sono di parte, ma vi assicuro che non è facile essere fan della propria città nella mia città. Ci sono però luoghi, storie e persone che rendono Palermo un'esperienza unica.
Ieri ho partecipato alla prima di alcune passeggiate (pardon, urban trekking) lungo la costa sud promosse dalla squadra dell'Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva.

Dopo la passeggiata, tutto il mare visto nella mattinata mi ha ispirato questo:

La linea di confine
così assente nel mare.

(c) Adele Cammarata 2016/2


Le passeggiate continuano nei prossimi giorni (e non vedo l'ora!), qui sotto invece trovate un tentativo di racconto per mappa e immagini. Enjoy!